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Fismo scrive al Ministro Urso e al Viceministro Valentini: “Presto un tavolo sulla situazione in cui versano i negozi di moda”

Fismo scrive al Ministro Urso e al Viceministro Valentini: “Presto un tavolo sulla situazione in cui versano i negozi di moda”

Fismo ha scritto una lettera, indirizzata al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ed al Vice Ministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini,  in rappresentanza delle 45 mila piccole e medie imprese associate per rimarcare, ancora una volta, la situazione economica, giuridica e sociale disastrosa in cui versa la distribuzione commerciale del settore.

“Un comparto – sottolinea il Presidente Nazionale Benny Campobasso – che da sempre è un fiore all’occhiello del Made in Italy. I nostri negozi rappresentano un unicum di bellezza e cultura nel panorama europeo ed internazionale, anche per i milioni di turisti che annualmente visitano l’Italia. Tuttavia oggi le imprese chiudono e non riaprono più, desertificando intere aree del Paese, impoverendo città, paesi e borghi. Le cause sono diverse: la più evidente è la concorrenza sleale perpetrata prima dalla Grande distribuzione organizzata ed ora dalle grandi piattaforme dell’online, queste ultime forti di privilegi fiscali che vanno ad alimentare politiche commerciali sempre più aggressive e sleali nei confronti della tradizionale distribuzione fisica. Un mercato è veramente libero solo se garantito da regole che preservino la correttezza negli scambi a tutela delle aziende che operano sul territorio e, di conseguenza, dei lavoratori e dei consumatori finali.
Questo, duole dirlo, non sta accadendo!”.

“Il Tavolo della Moda, partito con le migliori intenzioni – rimarca la Coordinatrice Nazionale Pina Parnofiello – a nostro giudizio ha badato più al settore produttivo e meno a quello distributivo. Abbiamo avuto modo di apprezzare l’impegno di questo Governo nella lotta alla contraffazione e nell’impulso al rafforzamento della formazione e del concetto di Made in Italy ma abbiamo la improcrastinabile necessità di affrontare altre urgenti tematiche per provare ad arginare il dramma delle imprese del piccolo commercio che chiudono definitivamente: solo nel 2024 ben 61.634! Ci chiediamo quale sia il progetto del Ministero per risolvere un problema che riguarda uno dei settori economici più importanti del Paese e che dà occupazione a migliaia di lavoratori. Per quanto ci riguarda avremmo bisogno di un intervento forte e determinato sul rispetto delle regole già esistenti in tema di vendite promozionali, a cominciare dal Black Friday (ormai diventato un Black Mounth), a seguire con i Saldi (che devono tornare ad essere svendite di fine stagione), al miglioramento delle commissioni bancarie sulle transazioni digitali (oramai divenute prevalenti su quelle cash), ad una reale decontribuzione per i giovani che coraggiosamente avviano una nuova attività commerciale, al controllo su quei prodotti tessili che utilizzano sostanze tossiche e che sfruttano il lavoro in spregio ai diritti che, da sempre, rappresentano un vanto per il nostro Paese”.

“Questo e molto altro – conclude il Presidente Campobasso – ci piacerebbe discutere presto presso il Ministero. Rimaniamo in attesa di una data disponibile”.

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