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Libri scuola: Sil Confesercenti, situazione insostenibile. Cartolibrerie a rischio chiusura per concorrenza sleale

Libri scuola: Sil Confesercenti, situazione insostenibile. Cartolibrerie a rischio chiusura per concorrenza sleale

Urgente nuova convocazione tavolo di lavoro con il Ministro


“Ogni anno sono sempre più numerosi i casi di librerie e cartolibrerie che si rivolgono al nostro Sindacato per denunciare operazioni messe in atto per dare vita a un vero e proprio mercato parallelo di testi scolastici e sussidi didattici per le vacanze estive”.

È la denuncia del Sil, Sindacato librai Confesercenti che spiega come: “Benché il Ministero dell’Istruzione si sia più volte espresso contro questa pratica, anche nelle annuali circolari riguardanti le adozioni, il fenomeno pare non avere fine ed anzi tende ad espandersi, soprattutto nella scuola primaria”.

Tra le modalità più diffuse, secondo il Sil, l’indicazione alle famiglie a rivolgersi direttamente ai rappresentanti editoriali, a discapito del lavoro di librerie e cartolibrerie, già alle prese con l’esplosione dei costi di gestione e con il continuo taglio di marginalità nelle forniture, da parte degli editori.

Un meccanismo vietato sia dal Testo Unico per la Scuola (D. Lgs. 297/94, art. 157), sia dai codici comportamentali dei dipendenti pubblici, che sfocia nella “cessione” di libri con sconti superiori a quanto previsto.

“Riteniamo urgente – sottolinea ancora il Sindacato librai Confesercenti  – un intervento sul mercato del testo scolastico, a vantaggio sia delle realtà librarie di prossimità, ma anche della libertà di scelta dei testi da parte dei docenti. Scelte che debbono tornare ad essere incentrate esclusivamente sulla qualità dei testi e della proposta educativa”.

“Confidiamo – conclude il Sil – che il Ministero convochi al più presto la seconda riunione del tavolo di lavoro avviato da qualche settimana: ogni giorno, ogni anno scolastico, anche a causa di questo tipo di  operazioni, migliaia di persone perdono la loro attività commerciale e il loro lavoro. Tutto ciò è inaccettabile.”