La categoria ha diritto a contratti definiti e negoziati entro un quadro normativo certo.
È stato respinto l’attacco alla categoria che puntava ad affermare la completa liberalizzazione contrattuale, chiesta a gran voce dalle compagnie petrolifere.
Per questo ci siamo battuti in questi tre anni per mettere al bando i contratti unilaterali di appalto servizi e pretendere che, dove c’è un gestore ci sia un contratto negoziato tra le parti e chi viola questo diritto o si sottrae, sia sanzionato.
Senza uno stop a questa deriva contrattuale, che il Disegno di legge assicura, non ci sarebbe stato nessun futuro per la nostra categoria.
La parola passa al Parlamento e dovremo vigilare per evitare imboscate. La definitiva approvazione dovrebbe esserci entro la fine dell’anno.
Non è però con una Legge che si può rimediare a tutte le distorsioni e prevaricazioni praticate nel settore. Ora, infatti, inizia il lavoro forse più difficile di quanto non sia stato affermare questi principi (apparentemente scontati ma che scontati, abbiamo visto, non erano): tipizzare i contratti; negoziare le nuove condizioni economiche; denunciare e sanzionare eventuali abusi o ostruzionismi.
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