Assoterziario

AssoTerziario Confesercenti: Istat fornisce fotografia delle imprese in via di consolidamento, ma conferma la sofferenza del mondo del Terziario di mercato

AssoTerziario Confesercenti: Istat fornisce fotografia delle imprese in via di consolidamento, ma conferma la sofferenza del mondo del Terziario di mercato

Il Presidente di AssoTeraziario Confesercenti, Nico Gronchi, intervenendo in relazione al report di Istat sulla “Situazione e prospettive delle imprese dopo l’emergenza sanitaria Covid-19” dal quale emergerebbe che il sistema economico delle imprese recupera solidità, rileva che “la fotografia fatta da Istat è fortemente influenzata dall’andamento di industria e costruzioni, dal fatto che oggi nelle imprese c’è molta liquidità in circolo per effetto dei finanziamenti ottenuti, degli interventi dello Stato e dei mancati investimenti dovuti alla pandemia e che se scendiamo nel mondo del Terziario e del Turismo, salvo qualche settore, parliamo ancora di  segmenti di imprese a rischio in un sistema tornato sostanzialmente solido. I segnali sono chiari in termini di ricorso al credito d’emergenza e di utilizzo degli ammortizzatori sociali.”

Per Gronchi se è vero che “Oltre l’80{ffbb18d12cf4426f58426d3e01c7be157cedb7a9c4c458f485e60babb6aa72cf} delle imprese prevedono di trovarsi in una situazione di completa (41,3{ffbb18d12cf4426f58426d3e01c7be157cedb7a9c4c458f485e60babb6aa72cf}) o parziale (39,5{ffbb18d12cf4426f58426d3e01c7be157cedb7a9c4c458f485e60babb6aa72cf}) solidità entro la prima metà del 2022 è anche vero che tale solidità è fortemente condizionata da un lato dalla forte spinta data dalle imprese esportatrici e dall’altro dal balzo del settore costruzioni che ha beneficiato delle straordinarie misure di sostegno. Questo dato però riflette una fotografia parziale, perché il settore del Terziario nel suo complesso sconta ancora forti oscillazioni legate alla domanda e ai consumi in forte calo, tantè che per quasi un quarto delle imprese i fattori di rischio per la crescita sono l’indebolimento della domanda e gli ostacoli nell’acquisire gli input produttivi, a conferma del fatto che nel Terziario solo il 30,1{ffbb18d12cf4426f58426d3e01c7be157cedb7a9c4c458f485e60babb6aa72cf} nel commercio e al 28,1{ffbb18d12cf4426f58426d3e01c7be157cedb7a9c4c458f485e60babb6aa72cf} negli altri servizi conoscono modesti incrementi di fatturato mentre in questi due segmenti sono anche più frequenti i casi di riduzione del 37,4{ffbb18d12cf4426f58426d3e01c7be157cedb7a9c4c458f485e60babb6aa72cf} del fatturato nel commercio  e del 36,5{ffbb18d12cf4426f58426d3e01c7be157cedb7a9c4c458f485e60babb6aa72cf} nei servizi. Va nella stessa direzione la valutazione del dato sulla domanda di Credito e sui bisogni finanziari, molto inferiori allo scorso anno, che  sconta il fatto che negli ultimi 12 mesi sono stati erogati finanziamenti garantiti dal fondo centrale per oltre 220 mld.”