La Coordinatrice Sara Reali: “Le librerie indipendenti non vendono semplicemente libri: costruiscono relazioni, ascoltano, consigliano e orientano”
La lettura continua a perdere terreno in Italia. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, nell’ultimo decennio la quota di persone che dichiarano di aver letto almeno un libro è scesa dal 59,4% del 2015 al 57,1% del 2024. A leggere di più sono i giovani tra gli 11 e i 14 anni, tra i quali i lettori raggiungono il 78,9%, mentre il dato cala progressivamente con l’età. Restano inoltre marcate le differenze territoriali e sociali nell’accesso alla lettura, così come il divario tra uomini e donne. In Emilia-Romagna la percentuale dei lettori si mantiene storicamente il 5% superiore alla media nazionale, ma anche nella nostra regione il trend evidenzia un progressivo rallentamento.
Numeri che confermano le preoccupazioni del SIL-Confesercenti e che trovano riscontro anche sul territorio ravennate, dove la Libreria Liberamente continua a rappresentare un punto di riferimento culturale per il Quartiere Alberti e per l’intera città.
«Ogni giorno ci rendiamo conto di quanto il rapporto personale con il lettore faccia la differenza – afferma Matteo Diversi, titolare della Libreria Liberamente –. Le librerie indipendenti non vendono semplicemente libri: costruiscono relazioni, ascoltano, consigliano e orientano. Non è un principio astratto: il nostro gruppo di lettura continua a crescere, organizziamo incontri con le scuole e collaboriamo con numerose realtà del quartiere e del territorio per avvicinare ai libri persone di tutte le età, a partire dai più piccoli. È questo lavoro quotidiano, fatto di relazioni autentiche, che permette di coinvolgere nuovi lettori e di contribuire alla vita culturale della città.»
«I dati Istat ci dicono che non basta incentivare l’acquisto dei libri: serve una strategia più ampia per promuovere la lettura come valore culturale e sociale – commenta Sara Reali, coordinatrice del SIL-Confesercenti Ravenna•Cesena –. Le librerie indipendenti rappresentano un presidio di prossimità fondamentale perché accompagnano i lettori, creano occasioni di confronto e mantengono vivi i centri storici. Difenderle significa investire nella qualità delle nostre comunità.»
«Occorre rafforzare la collaborazione tra librerie, scuole, biblioteche e istituzioni, sostenendo i progetti che promuovono la lettura fin dall’infanzia e valorizzando il ruolo delle librerie indipendenti come presìdi culturali di prossimità – conclude Sara Reali –. Un libro non è soltanto un bene da acquistare, ma uno strumento di crescita personale, di conoscenza e di partecipazione. Per questo sostenere le librerie significa investire nel futuro culturale delle nostre comunità.»
L’articolo SIL-Confesercenti Ravenna Cesena: le librerie indipendenti sono un presidio culturale da difendere proviene da Sil.